Boh

Quello che posso dirvi, miei cari, è che la gente è mossa dalla paura o semplicemente preferisce rimanere nella cosiddetta zona confort, citata in un blog da nonricordochi.

Perché qualcuno dovrebbe rischiare per farmi un favore?
E poi, rischiare cosa?
Trovo immorale incazzarsi con qualcuno per aver fatto ciò che tu gli hai chiesto.
Ma accade costantemente e nessuno rischia più.

Gli accidenti arrivano a caso, io non ne mando se non a me stessa.
Chi conosce si salva.
Nessuno aiuta.

Altro che denaro, l’informazione è potere.

Informatevi e spaccate tutto.

MissParA(d)dosso

Crisi di ansia paralizzante, faccio la cazzata del giorno: pasticca da 1 di Tavor.

Dopo un’ora, freddo, ansia che sale, pensieri suicidi.
Dopo due ore, rabbia tremenda e distruttiva. Ancora pensieri suicidi.
Dopo tre ore, ansia stabile, crisi in agguato da stimoli esterni.
Dopo cinque ore, tutto finito, tranne la voglia di morire.

La prossima volta che mi verrà in mente di ingoiare una benzo, mi schiaccerò un dito in un cassetto, sarà più produttivo e meno doloroso.

Perché sapevo che sarebbe andata così, ma volli riprovare per sicurezza.

Ora basta, ne sono certa: le benzo mi fanno l’effetto paradosso e non son compatibili con la mia ansia.

Che culo.

Questione di volontà

Chi non ha un disturbo mentale non è in grado di comprendere chi ne ha uno.

Se lo facesse, significa che qualcosa che non va ce l’ha pure lui.

La volontà.

I sani di mente sono convinti che “volere è potere” ed è giusto, per chi è sano.
Per chi non lo è, no.

Pretendereste mai che un uomo con una gamba rotta riesca a camminare senza prima curarsi l’arto?
No di certo!
Eppure ci si ostina a pretendere che chi ha un disturbo psichiatrico ragioni correttamente.

La sofferenza atroce di chi ha un problema di questo tipo viene vista come un capriccio, una scusa per farne poca.

“Se non vuoi farti seghe mentali, non fartele.”
Classica frase che brucia come un gancio allo stomaco.

Se fossi in grado di non farmele, non me ne farei.