Voglio

Che il pc torni a funzionare.
Un antidolorifico che sia efficace davvero.
Un po’ di tempo solo per me.
Fare una vacanza da sola.
Mettere il cervello in standby per almeno un’ora infilata.
Vedere chi vorrei vedere.
Passeggiare da sola e guardare il mondo.
Sorridere e ancora sorridere, perché i rompicoglioni non rompono.
Varie ed eventuali.

Chiedo troppo?
Pare di sì.

Il magico mondo delle incomprensioni.

Una delle cose che più mi stupisce dell’essere umano è la sua abilità comunicativa contradditoria.

In parole povere, quando uno dice sì per intendere no e poi si incazza se tu capisci sì.

Fosse sempre così, sarebbe anche semplice, basta ricordarsi di intendere il contrario.

Invece no, a volte sì significa davvero sì; sta a te capire quando.

Mi chiedo, perché?

Perché ogni volta che qualcuno dice sì, interlocutore deve decidere se il termine corrisponde al corretto pensiero dell’altro?

Poi sono strana io, eh.

Chi non muore (purtroppo) si rivede.

Anno nuovo, psichiatra nuovo e vai col samba delle frasi fatte.

Non esistono più le mezze stagioni e una volta qui era tutta campagna.

Orbene, dopo averne passate di ogni, farmacologicamente parlando, sono ancora qui a scrivere.
Ed è un bene, perché sebbene non stia bene, sono in grado di scrivere, attività in cui mi diletto unicamente quando sto bene.
Bene, tanto per ribadire bene il concetto.

Bisogna
Eliminare
Nomenclature
Errate

È bello essere tornata me. ♥

Ricominciare a vivere.

Una delle cose che ho capito facendo psicoterapia è che le mie scelte sono state fatte, non tanto partendo da ciò che volevo, bensì da quello che avrei dovuto volere.
Visto che la mia vita è risultata disastrosa, se ne deduce che debba cambiare strategia.
Dunque, d’ora in avanti mi chiederò cosa desidero e agirò di conseguenza.

Voglio una vita nuova.
Voglio che inizi nella città in cui sono stata davvero felice.
Voglio abitare là.

Perciò, bisogna che trovi lì un lavoro, che mi dia la possibilità di pagarmi un affitto.
Questo sarà il primo passo verso la nuova me.

Dunque.

L’esperimento di assumere la malefica pasticca prima di dormire pare abbia dato esito positivo.

Stamattina mi sono svegliata depressa con pensieri suicidi, poi grazie ad un bel po’ di nicotina sono riuscita a mettermi in moto.

Purtroppo però, l’ansia è sempre alta.
Per quella non so proprio che fare.

Caffé

Ho bisogno di un caffé.

Sveglia postalcol, mente un po’ confusa, ma tutto sommato vado bene.
Per il momento, l’idea di spostare l’assunzione della pasticca malefica alla sera, si è rivelata funzionale: ansia alta ma gestibile e voglia di fare nella norma. Sparite depressione e paura immotivata, cosa più importante.
Vediamo se riuscirò a dormire.

Ho accennato ad A. dell’esperimento e gli son cadute le braccia.
Poverino, ha paura che ricominci l’inferno.
Come dargli torto?

E si va avanti, cercando di sfuggire ai casini, di accaparrarsi qualche istante che valga la pena di essere vissuto e di stordirsi per non pensare, sperando che il tempo corra veloce.