Il magico mondo delle incompresioni, appendice.

In parole povere, sono caduta in uno schema giá visto.

La storia è sempre quella, il mio modo di fare irrita un certo tipo di persone, non c’è nulla da fare.

Ma ad essere in difetto non sono io. Una (forse l’unica) cosa che ho imparato in terapia è che se gli altri non ti accettano per come sei, non è un problema tuo, ma loro.

Sì, ci sono rimasta male, molto male.
Ma sono consapevole che non posso piacere a tutti e che non posso obbligare qualcuno a volermi bene.

So anche di non essere una persona facilmente sopportabile, ma se cambio e mi adeguo cado in depressione (altro copione già visto).

Per vivere devo essere me.
Per esser me, mi tocca tenere a distanza gli altri.

Con la vera me, nessuno resiste a lungo (affermazione supportata da prove), dunque non pretendo nulla.
Prendo se mi va quello e mi viene offerto.
Stop.
E se non mi basta, sono cazzi miei.

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