Paura

Paura,
paura,
paura.

La senti come un morsa allo stomaco, cuore accelerato.
Respiro corto.
Ti rannicchi per prender meno spazio, o forse sono le pareti che si avvicinano.

Non c’è.
Non c’è motivo.
Va tutto bene.
Tutto bene.

Ma lei, la paura, è davanti a te.
Freddo, tanto freddo.
Tremi.

Occhi sbarrati,
Mani tra i capelli.
Lieve movimento oscillatorio,
sei madre di te stessa.

Onda del mare,
come arriva poi arretra.
Per poi tornare e andarsene nuovamente.

Eterno ritorno.

Attesa,
mente svuotata,
un solo pensiero che rimbalza come una pallina di gomma: “Poi passa, poi passa.”

E l’angoscia infinita,
per non averne compreso il senso.

Inizi a sospettare che, se non lo trovi, probabilmente non c’è.

E vedi la morte come principe azzurro, sleghi la treccia, ora penzola dalla torre.

Speri che arrivi, la morte, a salvarti dalla tua prigione.

Ma il tempo passa e tu continui a non capire.

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