Guida di sopravvivenza al MMPI-2. Introduzione.

Come avrete già capito, ho una nuova fissazione: il Minnesota Multiphasic Personality Inventory e ho deciso di condividerla con voi.
*So* che bramate ardentemente colmare le vostre lacune in merito, vi capisco, pure io.
Ma prima:

Disclamer: il materiale che trovate è a scopo informativo e non sostituisce la diagnosi medica. Non sono medico e non faccio diagnosi. Rivolgetevi a persone competenti.

Detto ciò, scommetto che conosciate tutti le fantomatiche 567 (notare i numeri così ordinati… non sono un amore? ♡) frasi. Se non le conoscete, è venuto il momento di una bella ricerca ossessiva su Google.

Ecco. Questo test è molto usato per diagnosticare i vari disturbi psichici, ma non solo: a quanto pare viene impiegato anche in certi concorsi e selezioni per questione di lavoro.
Dunque, non sarebbe così strano che qualcuno, durante un colloquio di lavoro, vi sia stato sottoposto a sua insaputa (aspettate… quant’era il mio punteggio in “paranoia”? Ah, sì, 81). Da questo dobbiamo difenderci.
Come sarebbe odioso un esame del sangue obbligatorio o un test di gravidanza, pena l’esclusione dalla selezione, così dobbiamo tenerci per noi il nostro stato di salute mentale.

Per non rivelare i nostri segreti interiori, per prima cosa dobbiamo sapere se ne abbiamo. Per saperlo, dobbiamo fare il test.
Qui sorge il primo problema: come fare?
Le domande infatti si trovano bene su internet, ma manca il modo per calcolare il punteggio.
Le soluzioni sono due: o comprarsi / farsi prestare / cercare in biblioteca un libro che ti spiega come si calcola, oppure ricerca ossessiva a manetta per trovare l’algoritmo che dia automaticamente i risultati.

Ottenuto tutto il materiale, siamo pronti per fare il test.
Il primo ostacolo è: come essere sicuri di rispondere sinceramente e correttamente alle frasi?
Se devo essere sincera, non lo so, soprattutto quelle dei dolori fisici danno problemi, almeno al soggetto a cui l’ho fatto fare: ogni volta che legge un sintomo, come per magia gli viene.
Personalmente gli ho consigliato di cercare di visualizzare esperienze passate o presenti che potevano rispecchiarsi nella situazione descritta.

Dopo aver perso un’oretta, facendo attenzione a non saltare nessuna domanda, sono apparsi i punteggi.

Il primo dato indicativo è l’elevazione media del profilo.
In pratica sta ad indicare quanto “uno ci stia con la testa”; punteggi superiori a 65 non sono di buon auspicio.

Il soggetto da me analizzato ha ottenuto un punteggio di 76.4. Ahia!
Questo è uno di quei casi in cui si  farebbe bene a camuffare un po’ i risultati.
Come fare lo vedremo in seguito, prima passiamo alla fase dell’interpretazione delle scale, che vedremo nella prossima puntata!

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9 pensieri su “Guida di sopravvivenza al MMPI-2. Introduzione.

  1. Credo che me l’abbiano sottoposto degli adepti di Scientology in cerca di qualche nuova leva che comprasse i loro libri. E’ emerso che sono una persona orrenda. MI hanno chiesto “Cosa pensi di fare in merito?”, gli ho risposto “Chi mi ama mi segua”. Mi hanno sbattuta fuori dalla loro sede.

    • Fai attenzione a non contraddirti (certe domande sono ripetute in modi diversi o girate all’opposto) non darti troppe arie, metti falso in quelle dei dolori (rilevano l’ipocondria), falso nelle domande aggressive, da suicidio e da drogati.
      Sulle domande sul sesso non fare il trasgressivo, ma puoi mettere vero sulle barzellette che secondo me non succede nulla.
      Occhio alle domande sulla famiglia, rispondi a favore di essa.
      Sul rispetto delle donne puoi essere un filo maschilista senza esagerare.
      Fiori, teatro, cucina, biblioteca e romanticismo sono per vedere se sei omosessuale. Se metti falso in tutte poi risulti troppo machista e non va bene.
      In linea generale, pensa a una persona equilibrata e rispondi come farebbe questa.

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